Duemila euro. Questa è la cifra, e la metto in cima perché quando l'ho cercata io, prima di cominciare, non l'ho trovata da nessuna parte.
Ho pubblicato il mio primo romanzo il 31 luglio 2026. Da solo: niente casa editrice, niente agente, niente ufficio stampa. Prima di partire ho passato settimane a cercare quanto costasse davvero, e ho trovato solo due cose. Piattaforme che vendono servizi editoriali e ti rispondono che dipende. E gente sui forum che spara cifre da zero a diecimila euro.
Quindi scrivo quello che avrei voluto leggere: le voci di spesa una per una, con le ricevute alla mano, e il conto finale di quante copie mi servono per rientrare.
Le voci, dalla più pesante alla più piccola
| voce | quanto |
|---|---|
| Voce e studio dell'audiolibro | 1.000 € |
| Abbonamenti agli strumenti di lavoro (quota attribuita al libro) | circa 930 € |
| Copertina (prezzo di favore, spiego sotto) | 50 € |
| Due copie autore, per controllare la stampa | 13,84 € |
| Dominio del sito, primo anno | 4,87 € |
| Hosting del sito | 0 € |
| Totale | circa 2.000 € |
Guardala bene, perché dice una cosa che non ti aspetti: le voci di cui tutti parlano costano quasi niente. Dominio, hosting, le copie di prova: siamo sotto i venti euro in tutto. I soldi veri stanno in due posti soli, l'audio e gli strumenti.
L'audiolibro: metà del budget, e la scelta più discutibile che ho fatto
Mille euro, la metà di tutto, per la voce e lo studio.
Non serviva. Un esordiente senza lettori non ha nessun bisogno di un audiolibro, e se dovessi rifarlo oggi aspetterei. L'ho fatto perché volevo sentire i miei personaggi parlare con una voce che non fosse la mia, e questa non è una ragione di mercato: è una ragione mia. Se hai un budget e devi scegliere, questa è la prima voce da tagliare.
La copertina mi è costata 50 €, e sarebbe scorretto lasciartelo credere
Quella cifra è vera ed è anche il numero più fuorviante di tutta la pagina, quindi la spiego subito invece di lasciartela usare per fare i tuoi conti.
La copertina me l'ha disegnata mio cugino, che fa l'illustratore, e mi ha fatto un prezzo che non è un prezzo: è un favore tra parenti. Le cifre di mercato per una copertina illustrata partono dai 300 € e salgono in fretta, e sono giuste, perché dietro c'è il lavoro di un professionista.
Metti 300 € e considerati fortunato se spendi meno.
Io ho avuto un colpo di fortuna anagrafica, non ho trovato il modo furbo di spendere poco.
Il sito costa molto meno di quanto pensi
Il dominio l'ho preso su Aruba il 14 giugno: 3,99 € più IVA, cioè 4,87 € per il primo anno, casella di posta inclusa. È un prezzo promozionale da primo anno e il rinnovo costerà di più, ma resta l'ordine di grandezza: il tuo dominio costa come due caffè.
L'hosting l'ho segnato zero, e ci tengo a essere preciso sul perché. Il piano che uso è a pagamento, ma ce l'ho per lavoro e ci tengo altri siti: addebitarlo al romanzo sarebbe barare. E soprattutto non serve, perché un sito come il mio, fatto di pagine statiche, sta comodamente dentro un piano gratuito. Se parti adesso, la tua riga hosting è zero davvero.
Le due copie che mi sono comprato da solo
C'è una voce piccola che non avevo previsto e che invece rifarei subito: le copie autore.
Amazon ti lascia ordinare copie del tuo libro al costo di stampa. Le mie sono venute 5,23 € l'una, 13,84 € in tutto con la spedizione, contro i 14,99 € che paga un lettore. Ne ho prese due prima di dire a chiunque che il libro esistesse, e ho fatto bene: sullo schermo non vedi niente. Non vedi come cade la luce sulla copertina, se il dorso sia storto, se il margine interno si mangi le parole quando apri il libro, se la carta sia troppo trasparente.
Quattordici euro e qualche giorno di attesa. Ordinale, guardale, e solo dopo di' al mondo che esisti.
Quello che NON ho pagato, ed è il vero punto
Non ho pagato nessuno per pubblicarmi. Non un euro a una casa editrice, non un contributo, non un pacchetto.
Lo scrivo perché quando cerchi su Google «pubblicare un libro senza farsi fregare», la prima cosa che ti compare sono gli annunci a pagamento delle aziende da cui ti stai guardando. L'ho controllato mentre scrivevo questo pezzo: in cima a quella ricerca c'è la pubblicità di un editore a pagamento, con tanto di scadenza a contatore. Chi ha paura di essere fregato si prende in faccia, per prima cosa, esattamente la cosa di cui ha paura.
I soldi vanno dall'editore all'autore, mai al contrario.
Se ti chiedono un contributo per pubblicarti, quello non è un editore. Pubblicare su Amazon, di suo, costa zero: carichi il file, scegli il prezzo, il libro esiste. Tutti i miei duemila euro sono andati in cose che ho scelto io di comprare, non in un permesso.
Sugli strumenti, e sul conto che non torna
Restano circa 930 € di abbonamenti, ed è la voce che devo spiegare meglio di tutte, perché è quella dove sarebbe più facile raccontarti una cosa comoda.
Gli strumenti che uso per scrivere e rileggere non li ho presi per il libro: li uso anche per altri lavori, tutti i giorni, e li avrei comunque. Metterli interi qui dentro sarebbe come addebitare al romanzo anche il computer e la connessione. Quindi ho contato solo la quota dei mesi in cui li ho usati praticamente solo per questo. Se li contassi tutti, il totale di questa pagina sarebbe molto più alto, e sarebbe un numero vero ma disonesto.
Te lo dico perché quando leggi «pubblicare mi è costato X» dovresti sempre chiederti cosa ci sia dentro quella X. Quasi nessuno te lo dice, ed è il motivo per cui quelle cifre non ti servono a niente.
Non ho pagato un editor. Un editing professionale su un romanzo di 373 pagine costa più di tutto il mio budget messo insieme, e non me lo potevo permettere. Al suo posto ho usato gli strumenti che avevo, e tra quelli c'è l'intelligenza artificiale, che ho tenuto a fare il lavoro noioso della rilettura: le ripetizioni a venti capitoli di distanza, che tu non vedi più perché il testo lo conosci a memoria. I punti in cui non si capisce chi stia parlando. Un nome scritto in due modi diversi. Ogni tanto un termine alternativo al mio, che qualche volta era migliore e quasi sempre no.
Non ha inventato niente e la storia non l'ha toccata. Quando Amazon ti chiede se il contenuto sia generato dall'AI, la risposta è no, ed è no per la definizione stessa che usa Amazon: una cosa è generare un testo, un'altra è rileggere quello che hai già scritto.
Il conto che nessuno fa: quante copie per rientrare
Qui arriva la parte scomoda, e la prendo dal cruscotto di KDP invece che a memoria: al momento in cui scrivo ho 17,10 € di royalty su 5 ordini. Fa 3,42 € a copia. Il resto dei 14,99 € se lo prendono la stampa e il negozio, e non c'è niente di strano: è così per tutti.
Cinquecentottantacinque. Per un esordiente italiano senza pubblico, che non conosce nessuno nel settore, non è un traguardo dietro l'angolo: è un numero da guardare in faccia prima di cominciare, non dopo. E sì, in questo momento sono a cinque.
Ma il conto interessante è un altro. Se parti oggi da zero e fai solo le cose necessarie:
| voce | quanto |
|---|---|
| Copertina pagata il giusto | 300 € |
| Due copie di prova | 14 € |
| Dominio, se vuoi un sito | 5 € |
| Hosting | 0 € |
| Totale | circa 320 € |
Novantaquattro copie. Quello è un numero che una persona può raggiungere. Ed è il motivo per cui il consiglio pratico è sempre lo stesso: copertina, e basta. Tutto il resto può aspettare di sapere se il libro interessi a qualcuno.
Cosa rifarei e cosa no
Rifarei la copertina, e la pagherei. È l'unica cosa che una persona vede prima di decidere, e si nota subito quando è fatta in casa. È l'ultimo posto dove tagliare.
Rifarei le copie di prova. Quattordici euro per non scoprire un errore di stampa dopo, quando il libro ce l'ha già in mano qualcun altro.
Non rifarei l'audiolibro adesso. Bellissimo, e prematuro.
Il mio errore più grosso però non è stata una spesa. È aver messo tutti i soldi e tutto il tempo nel prodotto, quando il problema era un altro: nessuno sapeva che il libro esistesse.
Quanto sia servito, in soldi, l'ho scritto qui: quanto si guadagna davvero con un libro autopubblicato. Anticipazione: 17,10 €.
Un esempio pratico, visto che siamo arrivati fin qui
Hai appena letto duemila parole sui miei conti. Questo è il punto esatto in cui, se fossi un corso, ti venderei qualcosa. Invece ti faccio vedere come si fa, perché è una delle cose che dovrai imparare anche tu, e si impara meglio guardandola che leggendone la teoria.
Il libro di cui ti ho parlato per tutto l'articolo si chiama Nàarak, il Battito Nascosto, ed è qui.
Ecco cosa ho fatto, detto in chiaro: un link solo, alla fine e non all'inizio, dentro un testo che era utile anche senza. Non ti ho chiesto di comprarlo, non ti ho messo fretta e non ti ho promesso niente. Se il pezzo ti è servito, quel link lo trovi. Se non ti è servito, non l'hai nemmeno notato e non hai perso niente.
Promuoversi non è chiedere. È esserci, nel punto giusto, senza rovinare quello che stavi dando.
È tutta la promozione che troverai su questa pagina, ed è anche il consiglio che vale di più fra quelli che ti ho dato: il contenuto viene prima e deve reggersi da solo. Se togli il link e la pagina resta utile, hai fatto la cosa giusta. Se togli il link e resta un volantino, no.
Questo è il primo pezzo di un diario in cui racconto, con le cifre vere, com'è andata a pubblicare un romanzo da solo. Non vendo corsi e non ho niente da insegnarti: tengo il conto ad alta voce, perché quando cercavo queste informazioni non le ho trovate.