Non vengo da una casa editrice e non ho un agente. Ho scritto questo libro di notte, in cucina, per mesi, mentre di giorno facevo altro. Poi l'ho fatto stampare, ho ricevuto le copie a casa, le ho aperte una per una per controllare che i margini fossero giusti.
È andata così: nessuno mi ha scoperto. Ho solo continuato a scrivere finché il libro non c'è stato.
Perché proprio questa storia
Volevo un mondo in cui l'ingiustizia si sentisse addosso, non si spiegasse. Da lì è arrivata l'idea dell'aria che si paga: respiri dentro un vetro, quel vetro si colora, e il colore decide che vita farai, prima ancora che tu apra bocca.
E in mezzo due ragazze che, in un posto fatto per spezzarle, si scelgono lo stesso.
Lo slow-burn tra Lyen e Naela non è un ornamento: è la cosa che regge tutto il resto. Ci ho messo metà libro a farle arrivare a sfiorarsi, e non me ne pento.
Come lavoro, detto onestamente
Il testo è scritto da me, riga per riga. La copertina la firma Christian Scomparin, illustratore, che per mia fortuna è anche mio cugino. La voce dell'audiolibro è di Francesca Melis. Gli schizzi che vedi in giro per il sito sono a matita, buttati giù a mano, con l'AI usata come gioco dichiarato dietro le quinte: preferisco dirtelo che fingere.
Il volto vero di ogni personaggio, comunque, non è nei disegni. È quello che immagini tu mentre leggi. È tutto il senso della faccenda.