Qui il respiro è una moneta. C'è chi la valvola ce l'ha aperta tutto il giorno, e chi la conta a sorsi.
Le valvole, il ponte di vetro, e chi decide quanto vivi.
I luoghi di Nàarak, schizzati. Un assaggio dell'aria che si respira là sotto.
Il mondo dietro è costruito sul serio. Ma non te lo veniamo a raccontare: lo senti leggendo.
Qui il respiro si guadagna. Sali, firmi, e da quel momento l'aria entra pulita ovunque. Oppure non entra più.
C'è chi nasce in alto, nella luce, e respira senza pensarci. E c'è chi nasce in basso, dove tutto è contato, e impara presto che il suo posto è già deciso.
Lyen quel posto non l'ha mai mandato giù. E mentre si chiede chi l'abbia deciso, le capita la cosa più scomoda: si innamora di Naela, dove a chi ama così non è lasciato spazio.

Uno schizzo a matita: così è venuta fuori dalle parole con cui l'ho scritta. Non è il suo volto ufficiale. Quello ce l'hai tu, mentre leggi.
Niente magia che fa quello che serve alla trama. Qui c'è un sistema, con dei costi. Queste sono le regole che valgono dalla prima pagina.
Chi produce le lame, quanta linfa esista davvero, se la scarsità sia naturale o decisa da qualcuno: sono le domande che muovono il libro. Il sistema c'è, e non cambia quando fa comodo alla trama.

Lyen e Naela vivono in un mondo che ha già deciso tutto per loro: dove stare, chi poter amare.
All'inizio è solo uno sguardo che dura un attimo di troppo. Poi arriva la sera in cui non si tirano più indietro: una mano che cerca la pelle dell'altra, al buio.
E in un posto fatto per spezzarle, si scelgono. L'unica cosa che nessuno ha deciso per loro.
Vuoi la storia di Naela prima che tutto questo cominci? Lasciala qui, arriva stasera.
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Sono 373 pagine dentro Nàarak. Oppure, se prima vuoi assaggiare, c'è un racconto che ti mando stasera.