Nàarak · Il Battito Nascosto
Dietro l'audiolibro

Il giorno in cui sono diventato il primo fan del mio libro.

Settimane in uno studio a Torino, una voce che non era la mia, e due persone che alla mia storia non hanno più voluto rinunciare.

Scrivere un libro è un lavoro silenzioso. Lo fai in cucina, di notte, con la lampada bassa, e per mesi le voci dei tuoi personaggi le senti solo dentro la testa. E sono sempre la tua. Nessuno le ha mai sentite ad alta voce. Nemmeno tu, davvero.

Poi un giorno prendi quel file che conosci a memoria, lo affidi a qualcun altro, e ti siedi in una stanza dove perfino il respiro fa rumore.

Uno studio a Torino, e uno scrittore che serve a poco

La registrazione è durata due o tre settimane, diversi turni, in uno studio di incisione a Torino. Non c'ero a tutti: uno scrittore, lì dentro, serve a poco. Ma ai primi turni ci sono stato, ed era la mia prima volta. Non immaginavo che avrei passato ore semplicemente seduto ad ascoltare.

Stavo di fianco a Max Rivolta, il fonico, che dava le indicazioni. Dietro il vetro, nella sala di incisione, Francesca registrava. Io in mezzo, senza niente da fare, se non guardare la mia storia diventare suono.

Poi Lyen ha parlato, e non ero io

Fino a quel momento, le voci dei miei personaggi le avevo sentite solo io, e avevano sempre la mia. Poi Francesca ha cominciato, e Lyen ha parlato con la voce di un'altra persona.

Non leggeva. Recitava. Interpretava, dava un carattere, un peso, un respiro che io non avevo mai potuto darle. Per la prima volta i miei personaggi esistevano fuori dalla mia testa.

E lì è successa una cosa che non mi aspettavo: sono diventato il primo fan del mio stesso libro. Quando Francesca entrava in un focus assurdo, pagine intere senza mai impappinarsi, io mi dimenticavo che stavamo registrando. Ero solo uno che ascoltava una storia e non vedeva l'ora di sapere come andava a finire. Poi le scappava un piccolo errore, io dicevo «no, cavoli», e tornavo nella stanza. Non vedevo l'ora del turno dopo.

Copertina di Nàarak
Ascolta com'è venuta
Un estratto di Nàarak, letto da Francesca Melis
Francesca Melis
La voce di Nàarak
Francesca Melis
Ha dato voce a Lyen, a Naela e a tutto il mondo di Nàarak. Non li ha letti: li ha interpretati. La trovi qui: @fralamelis.

I nomi che nessuno sa dire

Una verità buffa su Francesca: i nomi. Frasi difficilissime le diceva perfette al primo colpo, ma i nomi inventati, quelli che io ripeto con facilità perché li ho scritti io, ad alta voce erano un campo minato. Lo stesso nome, ripetuto dieci volte, per farlo suonare giusto. E lei, alla fine di ogni battaglia con una parola che non esiste in nessuna lingua, contenta lo stesso.

Max, che di nascosto mi chiedeva gli spoiler

Il lavoro vero di Max, il fonico, all'inizio non lo vedi: ferma tutto per un respiro fuori posto, per una sillaba di troppo, per una sedia che scricchiola tre stanze più in là. Il silenzio pulito che sentirai tra una frase e l'altra, quello che ti fa sembrare la voce dentro la stanza con te, lo ha costruito lui, un ciak alla volta.

Ma la cosa che mi porto dietro più di tutte è un'altra. Mentre ascoltavamo, la storia a Max si leggeva in faccia: certi passaggi glieli vedevi addosso prima ancora che aprisse bocca. E sottovoce mi chiedeva gli spoiler, che io non gli davo mai. La sera se lo riascoltava da solo, perché non vedeva l'ora di andare avanti. Non stava solo lavorando al mio libro: lo stava leggendo.

Il suono di Nàarak
Max Rivolta
Fonico. Ha cucito il silenzio tra una frase e l'altra, in studio a Torino. E, di nascosto, è diventato un lettore.

Poi ho dovuto andare, e loro sono rimasti

A un certo punto sono dovuto partire, per lavoro, e loro hanno continuato senza di me. È stato strano, e bellissimo: nei giorni dopo mi arrivavano tracce che non avevo ancora sentito, pezzi della mia storia registrati mentre io ero altrove.

Sia Francesca che Max, adesso, mi chiedono il secondo libro. Non vedono l'ora. Un autore che quasi nessuno conosce ancora, e due persone che aspettano il seguito come lo aspetterei io.

Se un giorno ascolterai Nàarak, quella voce è di Francesca. Quel silenzio pulito è di Max. E io ero lì, in un angolo, il primo fan, a scoprire la mia storia come se non l'avessi scritta.

L'audiolibro arriva a settembre.

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